Pago Veiano
Ufficio Turistico Virtuale
Pago Veiano antica terra del Sannio
di Lucia Gangale

La storia di uno dei centri più antichi del Sannio si snoda lungo un percorso agile e scorrevole dove, però, le vicende e gli episodi riportati sono strettamente coerenti con documenti e testimonianze attendibili e verificate. Emerge ovunque l’orgoglio di gente semplice, non certo fortunata ma ricca di valori, capace anche di ribellioni e di riscatti.
Note sull'autore
Lucia Gangale, giornalista, laureata in Filosofia, collabora da vari anni con Realtà Sannita - quindicinale d’informazione e discussione fondato nel 1978. Appassionata ricercatrice storica dedica questo lavoro alla propria terra per la quale nutre amore sincero. E' autrice di altri lavori ed appassionata di fotografia.
 

 

 

Ritratti di famiglia in terra sannita

Lucia Gangale Pago Veiano Antica terra del Sannio Edizioni Realtà Sannita 190 pagine 18.000 lire
di Claudio D’Aquino

In una regione sulla quale grava il peso di un ingombrante «napolicentrismo», particolare significato assumono prove come quella che Lucia Gangale ha condotto su Pago Veiano, uno dei centri più antichi del Sannio. La Gangale non è la prima (e non sarà l’ultima) esponente di una generazione proveniente dal «midollo» della Campania - le zone interne - e che ha completato o perfezionato gli studi altrove per poi in qualche modo (ma il modo migliore è sempre un libro) riannodare i fili della indagine storiografica con quelli, più sottili e molto più sfuggenti, della memoria delle origini. L’attestato di studi superiori sugli «idola loci» è schiettamente opzionato in pochi, essenziali righi. «Appassionata - si legge nel breve profilo biografico - di ricerca storica, dedica questo lavoro alla propria terra per la quale nutre un amore sincero». Pago Veiano, lembo minuscolo del Sannio cui si perviene percorrendo la strada che da Benevento mena a San Bartolomeo in Galdo, è un paesino sul cui territorio è facile rinvenire tracce esplicite di romanità sotto il manto dei campi e i segni dell’attaccamento alle tradizioni sotto la pelle di gente che si conserva semplice e orgogliosa custode di valori che resistono. La storia di Pago prende infatti le mosse dalle radici romane che insistono fin nel nome del piccolo centro, si perdono nelle oscurità carsiche dell’Alto Medioevo, riaffiorano dopo il Mille approdando tra le braccia degli Svevi per quindi dipanarsi lungo l’arco dei secoli fin oltre al terremoto del 21 agosto 1962, che devastò l’abitato con conseguenze disastrose.
Il libro consegna dignità a vicende minute, a frammenti di vita, a schegge di cronaca, a biografie di cittadini benemeriti i cui intrecci dinastici, spesso inquartati di nobiltà, potrebbero fornire materiale a più di una saga familiare. «Finalmente anche Pago Veiano ha una sua “storia”», proclama a ragione Nicola De Palma nella asciutta presentazione. Un giorno questi stessi fragili indizi (potremmo dirli rune dragate dal letto della memoria, segmenti di linee che solcano il tronco della vita, dimesse reliquie nello scrigno friabile del tempo) concorreranno al sedimento di una più ampia e solida testimonianza di ambienti dei quali, per molti aspetti, siamo tuttora diretti discendenti.

Il Denaro

 

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