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Veiano Ufficio
Turistico Virtuale |
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Ritratti di famiglia in terra sannita Lucia Gangale Pago Veiano Antica terra del
Sannio Edizioni Realtà Sannita
190 pagine 18.000 lire In una
regione sulla quale grava il peso di un ingombrante «napolicentrismo»,
particolare significato assumono prove come quella che Lucia Gangale ha
condotto su Pago Veiano, uno dei centri più antichi del Sannio.
La Gangale non è la prima (e non sarà l’ultima) esponente
di una generazione proveniente dal «midollo» della Campania
- le zone interne - e che ha completato o perfezionato gli studi altrove
per poi in qualche modo (ma il modo migliore è sempre un libro)
riannodare i fili della indagine storiografica con quelli, più
sottili e molto più sfuggenti, della memoria delle origini. L’attestato
di studi superiori sugli «idola loci» è schiettamente
opzionato in pochi, essenziali righi. «Appassionata - si legge nel
breve profilo biografico - di ricerca storica, dedica questo lavoro alla
propria terra per la quale nutre un amore sincero». Pago Veiano,
lembo minuscolo del Sannio cui si perviene percorrendo la strada che da
Benevento mena a San Bartolomeo in Galdo, è un paesino sul cui
territorio è facile rinvenire tracce esplicite di romanità
sotto il manto dei campi e i segni dell’attaccamento alle tradizioni
sotto la pelle di gente che si conserva semplice e orgogliosa custode
di valori che resistono. La storia di Pago prende infatti le mosse dalle
radici romane che insistono fin nel nome del piccolo centro, si perdono
nelle oscurità carsiche dell’Alto Medioevo, riaffiorano dopo
il Mille approdando tra le braccia degli Svevi per quindi dipanarsi lungo
l’arco dei secoli fin oltre al terremoto del 21 agosto 1962, che
devastò l’abitato con conseguenze disastrose. Il Denaro
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